SINCRONICITA'
SCIAMANICHE
LA FERITA
ANTICA CHE SI MANIFESTA NEL PRESENTE
Io amo lo
sciamanesimo e pratico il viaggio sciamanico da tempo. Lo uso per me
stessa ed accompagno gli altri a trovare la loro modalità di
connessione personale.
In questi
giorni sono irrequieta e dolente, sto attraversando una grande
trasformazione e, come il bruco nella crisalide, sto contorcendomi
per uscire dal buio, spiegare le ali ed iniziare a volare, e questo è
fonte di qualche gemito di dolore.
Lo scorso
venerdì c'era il cerchio sciamanico che condivido con alcune
"ricercatrici" come me ma non vi ho partecipato perchè,
colta da dolore profondo, ho scelto di prendere un treno ed andare
via, nella natura. Però mi è dispiaciuto perchè ogni volta si
lavora su noi stesse per crescere ed essere sempre più libere e
totali.
Temevo di
essermi persa qualcosa saltando il cerchio, ma quando la mia amica
Renata mi ha parlato del lavoro che è stato fatto in quella serata,
ho capito che avevo lavorato sulla stessa cosa anche io, sebbene a
distanza e in un modo diverso e senza saperlo.
La domanda
da porre al proprio spirito guida nel cerchio sciamanico era:
Mostrami dove ha avuto origine la ferita che si manifesta adesso come
un problema nel mio presente.
Ed ecco il
ricordo che mi è riaffiorato in questi giorni...
Quando ero piccola mi schiacciavano con facilità, specialmente
chi era dotato di un po' di prepotenza e se provavo a dire la mia, le
loro risposte erano ancora più taglienti e dividevano.
Dividevano me da loro, il giusto dallo sbagliato, il debole dal
forte...
Eppure anche allora sentivo che la verità e il giusto non stavano
mai nè da un parte, nè dall'altra ma che c'era del vero e del
giusto sia di qua, che di là...
Sentivo che tutti avevano la loro ragione e che tutti avevano
diritto ad esprimerla e vederla ascoltata e riconosciuta da parte
dell'altro...
Sapevo che la verità era la somma, e anche molto di più, di
tutte quelle ragioni singole e sapevo anche che le cose non venivano
per fare male...mai.
Ma molti invariabilmente mi sminuivano e svalutavano perchè io
non avevo prove a sostegno delle mi teorie, io avevo solo ciò che
sentivo...e se in una discussione una persona aveva più argomenti di
me e più dimostrazioni pratiche, automaticamente si dichiarava nel
giusto e si imponeva, sentendosi in diritto di mettermi a tacere,
posizionandomi dal lato opposto, dal lato di chi ha torto o non sa.
E io, nel mio essere mite di fondo, non riuscivo a esprimere la
mia idea o il mio sentire, perchè percepivo chiaramente
nell'atteggiamento dell'altro una forte aggressività e rabbia e
nessun desiderio di ascolto di qualcosa di diverso. Combattere non
era nella mia natura e così subivo e accumulavo rabbia inespressa,
sentendomi incapace, immeritevole, con qualcosa in meno o comunque di
sbagliato rispetto a chi si professava nel giusto.
Questo
antico retaggio ha generato nella mia vita alcune disarmonie e varie
sofferenze: grossi talenti inespressi, capacità tarpate, tesori
saccheggiati, bassa autostima...
Ho lasciato
che la voce della mia anima venisse zittita e non avesse energia per
uscire e, cosa peggiore, ho interpetato tutto ciò come un problema
mio. Così mi sono sentita inadeguata, sbagliata, non giusta e non
abbastanza forte per molto molto tempo, semplicemente perchè pensavo
e sentivo diversamente dagli altri. Ed io ho ripiegato tutta quella
energia, che chiedeva di essere espressa, contro di me.
Però,
siccome nulla viene mai per nuocere e siccome il piombo si trasforma
in oro, in realtà tutto ciò ha sviluppato in me grandi talenti
perchè ha generato una sensibilità e un'empatia fuori dal comune e
una capacità di ascolto aperta ed amorevole. Quindi a ben vedere,
questa ferita mi ha regalato molto. Però adesso torna a dolere per
chiedermi di essere abbracciata, accolta e guarita ad un livello
ancora più profondo. Ed anche perchè, sebbene in modo diverso, ha
generato la difficoltà che incontro adesso nella mia vita.
Questi
ricordi sono riemersi proprio in questi giorni io cui sono in
difficoltà e sono nel mezzo di una grossa trasformazione. Sono nel
buio del bozzolo e a tratti ho paura e anche rabbia. Così tanta
paura e rabbia che la prima risposta memorizzata nella mia storia
passata sarebbe quella di rifugiarsi nelle solite vecchie cose e
ripetere le vecchie modalità, che non saranno state il massimo ma in
passato mi hanno fatto sopravvivere. Quindi nuovamente: tacere,
sentirmi in colpa, ferita, incompresa, sola, inadeguata, incapace per
finire col giudicarmi e punirmi aspramente...
Insomma
potrei re-agire in vecchi modi e schemi che sono stati appannaggio
dei miei copioni per lungo tempo, un po' perchè me li hanno
inculcati da piccola, un po' perchè è stato il meglio che c'era a
quel tempo, un po' perchè è la soluzione che meglio conosco...
Ma adesso
scelgo di agire, scelgo di tirare fuori la mia voce e la mia anima.
Che non significa alzare il tono, nè avere ragione, significa solo
sentire che è tutto parte di un qualcosa di grande e di buono per
tutti. Significa solo dire a me stessa "sei perfetta così come
sei", senza torto nè ragione. Significa dare diritto e spazio
al mio sentire che tutto è possibile, e che quasi mai la Vita si può
catalogare come dei numeri in un file excel.... piuttosto la si può
danzare, oppure colorare ad ogni pennellata e anche cantare con mille
tonalità diverse.
Insomma
adesso mi re-invento da capo, ri-nasco una seconda volta come madre e
padre di me stessa, amandomi come sto imparando a fare, sostenendomi
con amore quando mi servirà e spronandomi quando mi sembrerà di
fermarmi. Scelgo di ri-cominciare a vivere, accogliendo quello che è
stato, e aperta a cosa arriverà in futuro.
Questo non
significa che sarà sempre semplice ma questo è quello che sento, ed
io sento che è possibile e che ancora non è scritto il finale,
perchè il finale non c'è, esiste solo un infinito filo che si
intesse e si intreccia. Esiste solo un tipo di Amore che non ha
definizioni, colori o forme. Un amore che devo a me stessa prima di
tutto e che poi posso emanare verso gli altri.
E quando
sarà difficile, respirerò e cercherò il mio centro.
E quando le
lacrime pungeranno per uscire, le lascerò fluire e mi sosterrò con
l'amore e l'accoglienza di una madre verso il figlio.
E quando la
paura congelerà il mio passo, mi spronerò al movimento come un
padre forte e che ha fiducia in suo figlio.
Integrerò
la varie parti di me, affidandomi ai Piani Alti per essere guidata.
Perchè questo è un onere ed un onore che spetta a me. Senza
attendere da altri sostegno e spinte anche se vorrò condividere con
gli altri il mio percorso, sia con chi amo che con chi accompagno.
Perchè il raggiungimento di uno è un raggiungimento di tutti,
perchè siamo tutti collegati. E più io imparo ad amarmi e a essere
libera più rendo gli altri liberi di essere loro stessi e di amare.
Adesso vedo
come le cose sono state orchestrate in una perfetta sinfonia per
tutta la vita, affinchè io potessi sperimentarle, affinchè potessi
sporcarmi le mani per imparare il mestiere.
Il mio
mestiere ma prima di tutto il mestiere di vivere!
Quindi sono
qui e dico grazie!
Grazie al
dolore che mi attraversa e grazie a tutte le emozioni negative e i
pensieri pesanti che mi fanno vibrare in questo momento perchè
grazie a questi accadimenti fisici, emotivi e mentali, la mia Anima
che osserva tutto ciò, può accorgersi di Sè e scendere nella
materia a prendere il posto che le spetta alla guida di questa mia
Vita.
Da un punto
più di vista più alto e sopraelevato, guardo e vedo, come l'aquila
che coglie il senso di tutte le cose e la grandiosità del tutto. E
so che l'aquila ha rispetto e onora il serpente che striscia a terra
e vive la materia. E sento che la Donna sacra che è in me trova la
sua strada di espressione e manifestazione, sorretta dal Cielo e
dalla Terra.
Con Amore a
tutti quelli che sono in difficoltà, affinchè si ri-connettano alla
lora Anima.
Con Amore a
me stessa e a tutto ciò che è...
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Avrah ka dabra è aramaico e significa "creo quel che dico".
La parola scritta ha lo stesso potere.
Usala con discernimento, saggezza e amore.