Aldilà e aldiqua
In queste ultime settimane, o meglio in questi ultimi mesi, si sono succeduti una serie di eventi intensi e con un denominatore comune. L'ultimo pochi giorni fa.
Il papà di una mia cara amica era ricoverato in ospedale da qualche tempo ed ha avuto un peggioramento drastico delle sue condizioni fisiche. Non ero al corrente di questi ultimi sviluppi ma martedì sera trovo sul mio cellulare una chiamata persa del fidanzato di questa mia amica. Immediatamente e senza intenzione razionale cosciente si è palesata l'informazione: é mancato il papà...
In realtà la chiamata era per informarmi dell'avvenuto crollo ma questo l'ho scoperto solo dopo parlando con la mia amica. Dentro di me in quel momento c'era quell'altra possibilità in divenire.
Successivamente ho parlato con la mia amica e ho ascoltato la descrizione delle condizioni in cui versava quel pover uomo, così le ho chiesto se potevo fargli Reiki, inviare energia al papà insomma, sempre che ne avessi ottenuto il permesso da lui stesso in meditazione. Ovviamente ha accettato, così mi sono chiusa per un po' in bagno, unico luogo in quel momento in cui potevo stare da sola in silenzio ed ho iniziato la pratica. Tralascio la descrizione di cosa siano i trattamenti energetici, il Reiki, i simboli, le iniziazioni e tutto il resto, e di cui ho un personale e netto sentire, un po' diverso dal comune intendere. Scriverò di questo in altro momento, per ora proseguo con la narrazione
Quando mi sono connessa col papà della mia amica ho ricevuto subito un chiarissimo assenso al trattamento energetico. L'anima desiderava quell'aiuto e lo ha accolto a braccia aperte. Anzi l'ho sentito richiedere un secondo trattamento a distanza perché lo potesse usare in altro momento, e così ho fatto.
Durante la prima trasmissione di energia quell'uomo, dopo pochi istanti, ha cambiato espressione del viso ed ha sorriso in un modo meraviglioso, semplice, contagioso e pieno di pace. Ero certa che non stesse sorridendo a me, ai suoi familiari, o a nessun altro ma sentivo con chiarezza che quel sorriso rappresentava la serenità e la pace di chi vede, senza più veli, cosa c'è aldilà. E col volto se ne rallegra in un modo così pieno e tangibile da fugare tutte le illusioni che in vita ci facciamo.
Quel sorriso mi ha lasciato un senso di quieta gioia e la certezza che stava bene, che aveva pienamente visto e compreso cosa stava per accadere ed il viaggio che stava per intraprendere e che nulla poteva turbarlo, anzi che le sofferenze fisiche ed emotive delle ultime settimane erano lontane e non più parte di lui. Sentivo anche che sarebbe trapassato di lì a pochi minuti.
Una volta concluso il tutto non ho condiviso nulla di tutto ciò con nessuno, nè con la mia amica, nè col mio compagno, nè con nessun altro. Non mi sentivo in grado di spiegare razionalmente nulla e poi perché non mi sono fidata abbastanza di me e di ciò che avevo percepito.
Dopo il trattamento però non sono andata subito a dormire ma ho deciso di prendere in mano un libro e di iniziare a leggerlo.
Da diversi anni ho in nella libreria una duplice copia di un libro, che ho trovato nella casa in cui abito adesso, l'ho trovato insieme a molti altri volumi che mi hanno cambiato la vita.
Questo libro si intitola: Cronaca di una disincarnazione. So che la seconda copia non è qui per caso e giungerà tra le mani giuste al momento opportuno. Per ora ho letto la mia copia...
Nelle primissime pagine di quel libro si parla di quel sorriso, del sorriso che si forma sulle labbra di chi vede aldilà. Descrive bene il volto sorridente di quell'uomo e di ciò che significa, e descrive bene come tante illusioni e false credenze velano il nostro sguardo verso la morte, che in realtà neanche esiste. In quel sorriso è racchiusa la comprensione del nostro essere eterni e pieni di amore.
Nella notte quel corpo fisico è morto e l'anima ha proseguito il suo viaggio senza quell'involucro. La mia amica mi ha inviato un messaggio per dirmi dell'accaduto e allora, in quel momento, ho trovato il coraggio di scriverle quanto ho appena raccontato. Non so se questa immagine del padre che sorride libero dal dolore e dal patimento l'abbia davvero aiutata, ognuno di noi è diverso ed ha il proprio cammino, ma mi auguro di sì.
Leggere quel libro è stato molto interessante.
La mia mente razionale a volte prende il sopravvento e sminuisce tutto ciò che apparentemente non si può spiegare nel tentativo di ridurre tutto ad un file excel perfettamente gestibile e controllabile ma della Vita sappiamo davvero ben poco, figuriamoci della morte.
Credo che a molti di noi siano capitati strani episodi di percezioni extrasensoriali, precognizioni o altro. A volte occorre viverli per poterci credere perché è davvero molto più semplice liquidare il tutto come errori e sviste di percezione o interpretazione se non, peggio ancora, tentativi di addolcire una pillola amara.
La vita è un mistero. Tutta la scienza e la medicina con le loro mirabolanti scoperte scientifiche ed i loro enormi progressi non sono in grado di spiegare cosa sia, né di comprendere come funziona davvero la scintilla divina. Credo che di fronte a così tanto mistero occorra un po' di umiltà ed anche la capacità di affidarsi a ciò che da millenni tradizioni spirituali antichissime e lontanissime tra loro cercano di illustrare allo stesso modo pur con parole diverse. E credo che ormai ognuno di noi possa trovare la propria visione e percezione unendo tutti i puntini, della scienza del misticismo e del proprio cuore. Ciò che sta accadendo sulla Terra da diversi anni è un'elevazione dello stato di coscienza su vasta scala e molte cose saranno percepibili e constatabili sempre più facilmente e da sempre più persone.
E tornando agli eventi accaduti. Una settimana prima di questo trapasso accade che un ragazzo della mia età, con 47 anni ancora da compiere, muore in un letto di ospedale. E nuovamente mentre mi faccio canale, prima del decesso, per trasmettergli energia me ne chiede da utilizzare in un'altra occasione e mi lascia la netta sensazione che attraverserà il velo. E dopo due giorni, lascia il corpo fisico.
Qualche mese fa, sempre facendo un trattamento energetico ad un'amica, sento con chiarezza che deve chiudere qualche sospeso che ha con la madre morta da poco. Percepisco un po' come se la madre chiedesse di sciogliere alcune tensioni e desiderasse che si andasse avanti al meglio.
Anche in quell'occasione mi faccio coraggio (perché mi domando dubbiosa mille volte se sto facendo la cosa giusta nel parlare) e le dico cosa sento. E le suggerisco anche una modalità per entrare in contatto con la madre, una sorta di rito di chiusura e pulizia, per lasciare andare il passato.
Così, dopo qualche giorno la mia amica mi dà quello che lei ama chiamare "il riscontro" sul trattamento energetico. Ebbene quest'amica, una donna molto intelligente e forte
ed anche piuttosto razionale, sceglie di affidarsi, esegue il rito e mi dice che si sente finalmente libera di
un peso.
Io sono felice per lei e per la madre, ed anche per la figlia perché so che più ripuliamo energeticamente i legami più rendiamo tutti liberi in ogni linea del tempo e dello spazio.
Altra occasione di meraviglioso contatto con l'alidilà è avvenuto durante un mio seminario in occasione del rito per il solstizio d'inverno.
Una donna con un dolore molto forte per una perdita avvenuta diversi anni prima, dopo un inizio apparentemente difficile per quel che riguarda l'amalgamarsi col gruppo e l'entrare in risonanza col lavoro che stavamo compiendo, contatta la madre morta durante una meditazione guidata. Mentre guidavo il gruppo nella meditazione sul lasciare andare il passato ho visto e sentito che qualcosa di piuttosto forte le stava accadendo ma ero tranquilla che era per il suo bene. Durante tutta la serata aveva condiviso pochissimo, se non un silenzio carico di dolore ed una distanza che preferiva mantenere nei confronti del resto del gruppo.
So per esperienza che ogni cosa accade nei gruppi è sempre un bene ed un regalo per tutti, così ho accolto insieme agli altri il suo desiderio di silenzio e solitudine durante tutta la serata.
Poi, dopo quella meditazione, qualcosa è cambiato. Ha deciso di condividere con tutti la visione che aveva avuto durante il viaggio immaginativo. La madre era giunta da lei, in rima al mare, e le aveva chiesto di essere felice, di lasciarla andare affinché entrambe potessero essere felici e libere di proseguire ognuna il proprio viaggio. E' stata una condivisione toccante.
Nei giorni seguenti mi ha ancora scritto per ringraziarmi e per dirmi che finalmente aveva voltato pagina ed era serena, si sentiva libera dal senso di colpa e leggera. Ero proprio felice per lei e per la mamma.
Tutte queste, a mio parere, sono storie d'amore. Amore transgenerazionale, che va oltre il corpo fisico e che in qualche modo continua e far sentire la sua presenza a chi rimane. Sono storie che raccontano ciò che chiamiamo morte in un altro modo.
In molte culture la concezione della morte come noi in occidente la concepiamo neanche esiste. Oppure è ben radicata la credenza che si tratta di un passaggio ad un altro stato, un altro pezzo di viaggio insomma. Ed esistono riti che aiutano chi rimane qui incarnato a superare il dolore che si prova per la perdita e poi a connettersi con lo spirito del defunto che si trova aldilà.
Leggendo i cosiddetti casi inspiegabili della medicina, le remissioni spontanee, i casi di OBE (out of body experience) e i casi di NDE (near death experience) molte delle nostre convinzioni si sgretolano e si apre il varco a ipotesi molto più simili a ciò che la tradizione mistica religiosa ha cercato di comunicarci nei secoli...
Aldilà e aldiqua mi appaiono delle stanze attigue dove si transita più volte e dove si vivono esperienze molto diverse. Esperienze differenti anche perché nell'aldiqua c'è un veicolo fisico che fa da tramite all'espressione dell'anima e che è sottoposto a leggi fisiche, mentre nell'aldilà l'anima si esprime diversamente, e ancora nel transito i corpi sottili svolgono funzioni e reagiscono ad altre leggi.
Posso ancora dire che ho la sensazione che come viviamo in Vita fisica, così attraversiamo il velo. Sento che sia di qua, che di là del velo continuiamo l'evoluzione e la scoperta di chi siamo, di come siamo connessi e di cos'è il Tutto.
Sento che la Vita è un dono, sia di qua che di là, e che qualunque sia la nostra credenza o la nostra fede il messaggio importante e comune è di vivere con amore e pienezza ogni istante di ogni vita in ogni dimensione possibile.
Messaggio per chi legge il post
RispondiElimina...mi rendo conto, rileggendo il testo, che non è dei più scorrevoli... L'ho scritto di notte mentre il mio compagno portava suo padre all'ospedale per un malore che ci aveva preoccupati.
Mi spiace per la poca fluidità ma scelgo di non correggerlo perché ho deciso che l'importante è scrivere, dare voce a ciò che c'è, iniziare a manifestare il cambiamento che è in corso in me.
D'altronde il bruco non si preoccupa della forma che assumerà prima di diventare farfalla, semplicemente segue la sua spinta evolutiva, bella o brutta che sia per il mondo esterno. Buona lettura