Lascia andare e sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
E'
curioso come, a volte, ci pare di comprendere il significato di
qualche frase oppure ci pare di sapere ciò che un concetto porta con
sè come significato...poi giunge l'occasione in cui ci accorgiamo
che era solo una comprensione mentale. Avevamo forse afferrato quel
tema ma non era parte di noi, era solo teoria.
Un
po' come la differenza tra consapevolezza e coscienza.
Possiamo
essere consapevoli di tante cose ma non esserne coscienti.
Diventare
consapevoli riguarda la possibilità di vedere qualcosa, di
accorgersi che c'è, riguarda la
disponibilità ad
osservare qualcosa, a percepirlo e a puntarci sopra una luce ed uno
sguardo. Essere
consapevoli significa proprio percepirlo, coglierlo e vederlo quel
qualcosa.
Diventare
coscienti significa aprirsi alla possibilità di espandere la nostra
coscienza (che è la nostra Vita), significa accogliere
l'integrazione di quel qualcosa all'interno della nostra vita. Essere
coscienti significa vivere quel qualcosa all'interno di noi ed essere
quel qualcosa.
Essere
coscienti di qualcosa significa vivere diversamente, perché quando
diventiamo coscienti di qualcosa, vuol dire che qualcosa è cambiato
nella nostra vita e noi non siamo più quelli di prima.
Quando
la consapevolezza si trasforma in coscienza, la trasformazione è
avvenuta. O meglio la trasformazione è in corso perchè siamo sempre
in divenire e non c'è uno stato finale da raggiungere ma un continuo
cammino evolutivo che si percorre.
Quando
la consapevolezza si fa coscienza, la conoscenza passa dalla mente al
cuore e genera la trasformazione dell'essere.
E'
meraviglioso quando nella mia vita giunge qualcosa che mi aiuta a
vedere che ero solo consapevole e non ancora cosciente, e questo
accade tutti i giorni ovviamente...accorgermi che sono appena
consapevole e molto poco cosciente è un'occasione per ampliare il
mio mondo e il mio modo di essere, per diventare cosciente davvero e
mi stimola a non fermarmi e a proseguire il mio cammino.
Il
tema del "lasciare andare" mi è molto caro perché è una
difficoltà che ho incontrato ed incontro spesso. Il lasciare andare
è profondamente connesso al cambiamento perché nel lasciare andare
c'è l'abbandonare qualcosa di vecchio ed aprirsi a qualcosa di
nuovo, che magari ancora non si intravede...
Sul
lasciare andare mi vengono in mente molte cose, mi si aprono immagini
e concetti come il non attaccamento, il fluire senza controllo,
l'affidarsi. Ho letto e cercato molto in merito. Molte pagine sono
state scritte e fiumi di parole scorrono nel web a questo riguardo. E
tutto ciò è splendido perché aiuta ad aumentare la consapevolezza
ed è fonte di ispirazione e di apertura.
Invito
tutti a farsi cercatori perché chi cerca trova...anche quando
apparentemente non sa cosa sta cercando. Lasciatevi ispirare da tutto
ciò che incontrate, poi rendetevi disponibili a diventare coscienti
di ciò che avete trovato.
"Lasciare
andare" per me, in queste settimane, ha riguardato sia delle
persone, che delle opinioni. In entrambi i casi ho smesso di forzare,
di controllare e di irrigidire: ho accolto la situazione scegliendo
di andare avanti. Ho iniziato a sciogliere in me il tema profondo che
c'era dietro e qualcosa è cambiato, apparentemente senza che io
facessi altro. Lasciando solo andare ciò che davvero mi teneva
attaccata alla persona o all'opinione.
Quando il "lasciare andare" accade, si sperimenta qualcosa di magico e anche di inaspettato,
di leggero e di chiaro; le tensioni si sciolgono, tutto scorre e ci
sente leggeri e liberi.
Quando
lasciamo andare, ci liberiamo. Nessuno può farlo al posto nostro, il
mondo esterno è solo uno specchio che serve per farci vedere cosa
ancora possiamo lasciare andare per essere davvero liberi.
Lasciare
andare situazioni di vita complesse o dolorose (come malattie,
traumi, attaccamenti, conflitti o quant'altro) può non essere
immediato e neanche sempre facile. Quel che conta è iniziare ad
essere disponibili che ciò accada, per esempio con le cose più
piccole e semplici (come un piccolo diverbio, un fastidio fisico,
un'emozione spiacevole) ed iniziare a farlo davvero, per esempio
disinvestendo energie dalla situazione, smettendo di drammatizzare
ogni cosa, alleggerendola e accogliendola così com'è. Cercando in
noi stessi qual è il nodo che impedisce di sciogliere quella cima
affinché la nave possa lasciare gli ormeggi e iniziare a navigare...
In
ogni "lasciare andare" c'è un cambiamento all'orizzonte e
il cambiamento è ciò che davvero spaventa tutti noi. Amiamo
rimanere ancorati all'immagine che abbiamo di noi stessi, degli altri
e del mondo. Preferiamo a volte rimanere attraccati per sempre a
vecchi schemi solo perché temiamo di salpare.
In
realtà ciò che ci spaventa è cambiare, o meglio ciò che pensiamo
o immaginiamo segua e venga dopo il lasciare andare. Temiamo di non
farcela, di perdere qualcosa, di rimanere soli, di sbagliare. E così
evitiamo il cambiamento più che possiamo, invischiandoci nelle
nostre paure e nei nostri limiti. Eppure desideriamo cambiare.
Desideriamo migliorare, crescere, andare avanti.
Dietro
la paura del cambiamento c'è la mancanza di fiducia. Può essere mancanza di
fiducia in noi stessi, negli altri, nella società o in Dio (nel
nostro concetto di Dio).
La paura è il freno. E non ci accorgiamo
che invece il cambiamento è naturale, fa parte della vita e sta solo
a noi, scegliere come viverlo, che colore dargli.
Noi
cambiamo continuamente e apparentemente senza accorgercene. Le nostre
cellule si rinnovano, vivono, crescono e muoiono continuamente. Noi
non siamo biologicamente quelli che eravamo ieri, nè siamo quelli
che saremo domani.
Tutto cambia, tutto muta continuamente. Ed è
meravigliosa e incredibile questa perfezione biologica. Ma noi siamo
anche una realtà psicologica e spirituale e cambiamo anche lì. La
nostra totalità varia a tutti i livelli e in tutte le dimensioni
continuamente.
C'è
un frase di Gandhi che ho sempre amato: "Sii il cambiamento che
vuoi vedere nel mondo". Mi ha sempre scaldato il cuore e allo
stesso tempo mi ha sempre dato la sensazione che fosse un distillato
di conoscenza e anche qualcosa di più. Mi sembrava che celasse in
sè, al di là della sua apparente semplicità, una chiave alchemica
potentissima.
Negli
ultimi anni ho avuto modo di vivere quella frase un po' di più, di
sentirla davvero entrare in me. Nel senso che ho iniziato a chiedermi
cosa volevo dal mondo (fuori di me) ed ho iniziato ad essere io ciò che
volevo dal mondo.
Se
voglio la pace, devo essere io la pace.
Affinché
nel mondo ci sia la pace occorre che la pace sia in noi, tra le varie
parti della nostra personalità, nella nostra famiglia, nella nostra
coppia, nel nostro luogo di lavoro, con i nostri amici, con i vicini,
con i concittadini...e così via. E lo stesso discorso si può fare
sul rispetto, sull'amore, sulla libertà e su tutto il resto
ovviamente.
In
questi anni ho avuto la fortuna di incontrare persone ed eventi che
mi hanno fatto da specchio e mi hanno insegnato molto, anche
attraverso la sofferenza e la spiacevolezza di tante situazioni che
ho vissuto. Ma grazie a tutto ciò e alla voglia di espandermi, di
cercare qualcosa di più (come un senso ed un filo rosso che unisce
tutte le cose) ho scoperto che è proprio così.
E'
proprio come dice Gandhi perché "come è fuori, così è
dentro, come è in alto, così è in basso". Gandhi ha espresso
in modo più diretto questa importante chiave esoterica, dandoci
un'indicazione chiara e pratica su come trasformare la nostra vita.
Non
possiamo fare altro che partire da noi stessi e trasformare noi
stessi, se vogliamo cambiare il mondo.
E tutti vogliamo cambiare il
mondo, sia che si tratti di un progetto planetario, sia che si tratti
di cambiare il nostro mondo personale.
Occorre
solo ricordarci che ciò che troviamo fuori è un riflesso di ciò
che siamo dentro, quindi se qualcosa fuori non ci piace, smettiamo di
volerlo cambiare esternamente e cerchiamo quella cosa in noi
(diventiamone consapevoli) e poi trasformiamola, ampliando la
coscienza e vivendo noi per primi diversamente. Allora il mondo
cambierà anche fuori.
L'importante
è iniziare a cambiare davvero, partendo dalle cose piccole. Anche perché, a
volte, trasformando le piccole cose si cambiano le grandi cose senza
neanche accorgercene perché siamo tutti collegati e interagenti.
Lasciamo
andare.
Facciamo
un profondo respiro, diventiamo consapevoli di noi stessi e lasciamo
andare il giudizio e l'attaccamento alle cose, alle persone e alle
situazioni.
Manifestiamo
la nostra anima.
Mettiamoci
in piedi, ben eretti ed allineati e iniziamo ad essere davvero ciò
che vogliamo essere, liberiamoci dalle limitazioni e dai blocchi che
noi stessi ci imponiamo ed iniziamo a camminare.
Creiamo
un nuovo mondo.
Mettiamo
in pratica una qualunque piccola o grande azione che ci ispiri e ci
faccia sentire aperti, liberi e pieni.
Ringraziamo.
Facciamo
un altro profondo respiro e diciamo GRAZIE a noi stessi e alla Vita
perché stiamo cambiando il mondo...partendo da noi stessi!


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Avrah ka dabra è aramaico e significa "creo quel che dico".
La parola scritta ha lo stesso potere.
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