Qui ed ora, il presente, l'unico tempo che davvero esiste.

Oggi ho ricevuto un commento sul mio post di ieri: L'inizio... 
La persona che mi ha scritto lo ha fatto in via privata, ed è una persona speciale e fondamentale nella mia vita. Dalle sue parole sono nate un'infinità di riflessioni. Ecco il suo commento:

-Penso che tu stia intraprendendo un cammino bellissimo, perchè ovunque porti non è importante, se non per permetterti di godere del presente. Non ci si può scordare il passato, perchè in fondo è quello su cui camminiamo, e non ci si deve aspettare niente dal futuro, in quanto non dipende solo dalle nostre volontà. Quindi "qui ed ora" mi sembra proprio la frase magica da farci risuonare sempre nella nostra testa.-

Poche righe dense di saggezza ed anche di amore.

Sì, l'unico tempo che davvero esiste è il presente. 
Il passato è trascorso e il futuro deve ancora giungere.
Eppure spesso siamo bloccati nel passato oppure preoccupati per il futuro. Siamo sempre altrove, nel passato o nel futuro, ma raramente nel presente.

Rimanere ancorati al passato può imbrigliarci in legacci che ci impediscono di progredire, andare avanti ed evolvere. A volte il passato assume anche un tono depressivo, un umore malinconico e nostalgico e, specialmente in questi ultimi casi, occorre dare al passato la possibilità di essere onorato e visto nella sua interezza. 
E' anche importante dare al passato l'opportunità di consegnarci il suo messaggio. Se il passato è ricordato con dolore, significa che c'è ancora qualcosa per noi da cogliere. 
Noi siamo ciò che siamo oggi, proprio grazie al nostro passato, grazie a ciò che è stato. Ma è importante sapere guardare a quel passato con occhi puliti e sguardo limpido. 

Il passato si può cambiare?
Sì, si può trasmutare. La realtà è fatta tutta dalla nostra percezione, interpretazione e visione. Non esiste una realtà unica, esiste la nostra individuale visione del mondo.
Le cose sono quelle che sono, siamo noi che le vediamo in un modo piuttosto che in un altro. Questo accade perchè le coloriamo con i colori che abbiamo a disposizione, oppure con quelli che ci hanno fornito altri. Poi, dopo aver colorato gli eventi della nostra vita e della nostra storia, decidiamo se ciò che abbiamo colorato è bello o brutto, giusto o sbagliato. E, nuovamente, anche questa decisione dipende dalle nostre credenze e noi siamo inconsapevoli di gran parte di queste credenze.
Certo non è sempre semplice ed immediato trasformare il passato ma si può fare.
Le esperienze più dolorose e forti della mia vita sono quelle che mi hanno insegnato ed aiutato di più a crescere e ad essere ciò che sono. Sono felice di poter volgere lo sguardo indietro ad eventi, anche dolorosi, e riuscire a ringraziarli perchè ne apprezzo il significato e ciò che mi hanno regalato. Se non avessi, ad un certo punto, scelto di guardare a ciò che era accaduto con occhi diversi, sarei ancora qui a lamentarmi oppure a deprimermi oppure ad arrabbiarmi. E non avrei colto l'immenso potenziale ed insegnamento che era intrinsecamente connesso a quell'evento, mi sarei persa un dono per la mia vita.

La cosa interessante è che trasformando in questo modo il passato si cambia anche il futuro. Sì, perchè se ci concediamo uno sguardo più ampio sul passato (specie se è doloroso) e arriviamo ad accoglierlo e a dargli un significato diverso ed evolutivo, tutto ciò ci aiuterà ad avere fiducia nel futuro ed anzi ci aiuterà ad essere più presenti a noi stessi in ogni istante. 
Il futuro dipende da come lo immaginiamo, da come lo prefiguriamo, da cosa ci aspettiamo. Se pensiamo al nostro passato in modo negativo, vittimistico, terrorizzato o arrabbiato questo influenzerà la nostra aspettativa sul futuro.
Se da una parte è importante vegliare sulle aspettative per non sovraccaricare in modo ansiogeno, dall'altra è importante lo sguardo che si ha su ciò che giunge. Se mi attendo il peggio perchè questo è ciò che credo di aver imparato dal mio passato, molto facilmente farò in modo che ciò si realizzi. Si chiama profezia che si auto-avvera. 
Invece se mi apro alle possibilità e al fatto che qualunque cosa giunga è per il mio bene, anche questo si realizzerà.
Non si tratta di negare il dolore connesso agli eventi oppure le difficoltà che le crisi portano naturalmente con loro ma si tratta di andare oltre e di percepire l'enorme potenziale di trasformazione. La crisi è un'occasione, un'opportunità. Ed inoltre noi abbiamo una spinta evolutiva molto forte insita in ognuno di noi che cerca di portarci sempre un passo avanti a dove eravamo, proprio per consentirci quell'espansione di coscienza che siamo chiamati a porre in essere, al fine ultimo di essere più felici, liberi e completi.

La vita è fatta di infiniti piccoli istanti, il famoso presente che, se vissuto davvero, se sentito davvero, ci offre continue guide e segnali sul nostro percorso di vita. Il dolore arriva quando ci spostiamo da noi stessi e dal nostro centro, il dolore arriva quando non siamo presenti a noi stessi. Quindi onoriamo anche il dolore. Onoriamo il tempo che occorre per leggere il messaggio che ci porta, e poi lasciamo che il dolore si trasformi in possibilità nuove e che ci schiuda alla meravigliava che celava...

Buona trasformazione a tutti...


Commenti

Post più amati